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 marted́ 6 gennaio 2009
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I Beni Culturali

Ceraso
Il centro storico di Ceraso è caratterizzato dallo sviluppo urbanistico che è stato determinato da un elemento predominante, La Chiesa Parrocchiale di San Nicola che rappresenta la storia nobile di questo piccolo centro urbano del Cilento.
La Chiesa Parrocchiale di San Nicola, tra le più belle chiese della Diocesi, sorprende proprio per le sue grandi dimensioni in rapporto al centro abitato che ha oggi  meno di mille abitanti.
L’edificio nella conformazione attuale è stato eretto nel XVIII secolo, sulla base della chiesa  originaria del XIV secolo. L’edificio presenta una pianta longitudinale ad una sola navata, cappelle laterali semicircolari, transetto poco pronunciato e coro con uno scenografico altare su cui si erge la bellissima e imponente statua della Madonna dell’Assunta.
Da osservare con attenzione è il motivo culminante della cupola: una ruota-fiore con otto raggi-petali. La volta a botte che sovrasta la struttura è stata, nel 1987, arricchita con tele dipinte dall’artista Nicola Salvatore. In queste sei opere viene privilegiato il motivo del’angelo. Fra i pennacchi della cupola sono stati inseriti quattro tondi, della stesso autore, raffiguranti i papi, i vescovi, i parroci e una famiglia. Un altro pittore locale contemporaneo, Mario Modica, ha prestato la sua opera per trattare la vita di San Nicola con tele poste lungo la navata.
Opere contemporanee sono anche il Cristo, in radica di ulivo, collocato sull’altare, e il bassorilievo Janua Coeli, sempre in ulivo appena vivacizzato con colori naturali, raffigurante la Madonna con Cristo adulto, realizzate dallo scultore locale Bruno Aloia.
La piazza di Ceraso è caratterizzata dalla presenza di  due palazzi: il primo è Palazzo Di Lorenzo (XIX secolo), e il secondo, Palazzo Iannicelli (XIX secolo) che costituisce la chiusura della piazza principale del paese verso il rione della chiesa.
Il rione detto “Capo ru prevate” è dominato dal palazzo della famiglia Castiello che ancora presenta elementi di notevole interesse, come il portale in pietra e i torrini laterali.
Lungo l’antica via Regie Poste, attuale Via Roma, c’è l’ingresso di Palazzo Lancolotti (XV-XVIII secolo), costruito per Gelsomino Lancilotti primogenito del governatore della Baronia di Novi, il quale già nel 1456 con la sua famigli abitava nel grande palazzo con torre nobiliare. Il palazzo nell’ottocento divenne di proprietà della famiglia Iannicelli e nella seconda metà del novecento venne acquistato da Pietro Ebner.

San Biase
E’ l’unico centro del comune ad avere superarto i mille anni di vita documentati da una pergamena del 993.
L’edificio religioso più importante di San Biase è la Chiesa parrocchiale dedicata a San Biagio; grande interesse artistico deriva dagli affreschi rinvenuti in una nicchia al lato dell’altare, scoperta casualmente nel 1998.
Il ciclo di affreschi, di notevole interesse storico-artistico, decora le pareti e la piccola volta  a botte della cappella murata dietro una nicchia  laterale dell’altare. Sulla parete di fondo della cappella, a terminazione piana, è rappresentata al centro una Madonna,, si presume la Madonna dei martiri, in quanto tale culto era molto vivo nella parrocchia  di San Biase, alla sua destra  santa Barbara e alla sinistra san Donato. San Biase vescovo è raffigurato sulla parete laterale destra, seguito da un’altra immagine, della quale sono visibili solo alcuni accenni pittorici. La lunetta centrale è dominata dalla canonica rappresentazione del Cristo Pantokrator.
Gli affreschi, risalenti probabilmente al XIV secolo, sono tutti connotati da una matrice orientale, legati, forse, alla presenza dei monaci benedettini  a San Biase nel XIV secolo.
Altra opera di particolare interesse, nella stessa chiesa,  è una tela della fine del XVII secolo  di scuola napoletana raffigurante la Madonna delle Grazie con anime penanti.
La piazza della chiesa di San Biase è completata dall’imponente presenza di Palazzo Antonimi (XVIII secolo), l’antico palazzo Baronale, attualmente abitato dalla famiglia Ferrara, che è stato luogo di incontro tra i rivoltosi durante i moti rivoluzionari del Cilento.
Tra i beni culturali di San Biase è da visitare l’antico Mulino ad acqua, posto lungo il fiume Palistro.

Massascusa
Il borgo è caratterizzato dal centro abitato raccolto intorno alle due chiese parrocchiali dedicate a San Felice e a San Martino già menzionate nel seicento.

Petrosa
Di notevole importanza è l’antica casa colonica, Palazzo De Marsilio, detta Casa della Petrosa, oltre all’imponente palazzo che domina la vallata  verso il mare dalla cima dei Cigliati.
Palazzo De Marsilio è uno degli esempi più belli di abitazione rurale nel Cilento; venne edificato tra il 1780 e il 1790.
Interessante è palazzo Santoro e il Palazzo fondato da Cristoforo Ferrara abitato dalla famiglia Soffritti da diversi decenni.
In località Fosse c’è Palazzo Passarelli, in località Failotta di rilievo è l’edificio abitato dalla famiglia Cappuccio e nei pressi del lago San Giovanni ancora si conserva la bella masseria della famiglia Funicelli.

Santa Barbara
E’ caratterizzata da un notevole centro storico con gli antichi palazzi arricchiti da notevoli portali in pietra decorata.
Palazzo Frolla rappresenta una delle costruzioni più interessanti in quanto l’edificio attuale è il risultato dell’addizione di più unità abitative.
Di fronte a Palazzo Frolla si erge un’altra fabbrica molto interessante, si tratta di Palazzo Testa- Ferrara (XVIII secolo) che è stata l’abitazione di Tiberio Testa (1766-1848) e del figlio Felice (1815-1875) poeti fortemente legati a Ferdinando IV. La casa fu acquistata dalla Famiglia Ferrara  che nel 1836 la ingrandì costruendo l’imponente portone con le due colonne in pietra realizzate nel fiume Bruca dal maestro Saverio Desiderio da Vallo della Lucania.
Poco distante dal Palazzo  c’è la Cappella della Madonna del Monte (XVIII secolo) appartenente alla famiglia Ferrara che ha ottenuto la titolarità della cappella dalla Badia di Cava. Interessante è la statua della Madonna, pregevole è un’acquasantiera in marmo.
Lungo la strada che conduce alla contrada Isca, si trova la cappella dedicata a San Rocco. Poco fuori dell’abitato si trovano altri palazzi nobiliari di particolare interesse della famiglia Frolla, con la presenza dell’edificio più imponente in località Campo.
L’antica e bella chiesa parrocchiale fu abbattuta a metà Novecento e sostituita dall’attuale dedicata a Sant’Elia.